L’immagine della fornace non ci è più abituale, e questo spiega perché facciamo fatica a comprenderla. Nel mondo antico, quello della sacra Scrittura, era molto più comune: qualcosa di simile è rimasta anche nel nostro mondo, ad esempio se immaginiamo un forno a legna, di quelli che si vedono in alcuni ristoranti, oppure ad un altoforno, questi giganteschi impianti dove il metallo viene fuso e le temperature raggiungono altezze vertiginose.
Eccoci arrivati alla conclusione della nostra lettura del Diario di un dolore di Lewis. All’inizio del quarto capitolo scrive: «Questo è il quarto quaderno vuoto che ho trovato in casa. Ho deciso che questo sarà il limite delle mie annotazioni. Non intendo comprare quaderni apposta. Come argine al crollo totale, come valvola di sicurezza, questa cronaca è stata di qualche aiuto.
Il maestro non può limitarsi a stare da solo di fronte agli alunni. Se non ha il conforto del cosiddetto villaggio educativo che dovrebbe sostenerne l’azione, rischia di non incidere come dovrebbe. Oggi purtroppo molte famiglie si sfaldano, non tutte per fortuna, e i ragazzi percepiscono una frana sociale che li riguarda in prima persona.
Ripensando – passati ormai gli ottanta – alla mia piccola, personalissima “storia della pietà” vissuta fin dalla fanciullezza, confesso che san Giuseppe non è stato, per anni, fra i santi più sentiti da me come particolarmente “miei”.