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Litanie del Sacro Cuore di Gesù

di O. De Bertolis

Pregando con questa espressione, entriamo noi stessi nell’immenso coro del creato, degli angeli e dei santi, che nell’Apocalisse lodano l’Agnello immolato: «A Colui che siede sul trono e all’Agnello lode, onore, gloria e potenza nei secoli dei secoli» (Ap 5, 13b). Ci portiamo ai piedi della croce, che è lo sgabello dei piedi del Signore, e, a nome di tutti, proclamiamo, insieme ai serafini e ai cherubini: «Santo, santo, santo è il Signore degli eserciti. Tutta la terra è piena della tua gloria» (Is 6, 3b).

«Poi mostrò ai discepoli le mani e il fianco, ed essi si rallegrarono di vedere il Signore» (Gv 20, 20)

Gesù incontrato e seguito, maestro e buon pastore

di Gianni Gennari

G esù non si accontenta di presentarsi ai suoi discepoli, di annunciare la pace, di dimostrare con la sua premura la sua presenza. Vuole che essi sperimentino tangibilmente questa sua presenza, fa’ loro vedere le mani, fa’ loro vedere il fianco trafitto…

Sì, c’è bisogno, ogni tanto, di un’esperienza reale e concreta della presenza salvifica del Signore. E lui non fa mai mancare, a chi la cerca, questa esperienza concretizzante, attraverso la parola di un fratello, attraverso lo sguardo di una sorella, attraverso la vita di una comunità, attraverso un incontro, attraverso perfino il pentimento di un peccato.

I discorsi di Jacques Bénigne Bossuet

di Bruno Capparoni

Il secolo XVII vide in Europa il progressivo predominio della Francia in molti ambiti di civiltà e anche nella devozione a san Giuseppe. Si deve però subito precisare che il richiamo al santo Patriarca fu introdotto tra i francesi dagli spagnoli, quelli che portarono in quel paese la riforma carmelitana di santa Teresa. É sempre lei la maestra di devozione a san Giuseppe.

Nella seconda metà del secolo la Chiesa francese fu illuminata da un personaggio di prima grandezza che risponde al nome di Jacques-Bénigne Bossuet (1627-1704).

di Bruno Capparoni
Direttore della Pia Unione

In prossimità della festa di san Giuseppe, esattamente il 18 marzo scorso, ci è giunta dalla Spagna la notizia che il Parlamento di quella nazione ha approvato la legge che consente e regola l'eutanasia e il suicidio assistito e abbiamo anche sentito i commenti soddisfatti dei leaders spagnoli per un traguardo di civiltà raggiunto. Questa legge, nell'intenzione dei legislatori e di una parte di società spagnola che l'ha sostenuta, vuole garantire la possibilità di una “buona morte”, al riparo dal dolore e come soluzione a situazioni sanitarie inguaribili.