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di Gianni Gennari

 

Il compito della missione nasce in noi con il battesimo  realizzandosi in modi diversi, ma l’essenza è per tutti la medesima. L’impegno della missione con papa Francesco risuona con toni diversi, ma il messaggio è antico: «Andate in tutto il mondo».

Nel precedente incontro abbiamo letto nel “discese all’Inferno” il mistero della salvezza in Cristo morto e risorto offerta a tutti gli uomini da sempre e per sempre. Questo però non vuol dire che tutto è solo cosa di Dio. Per coloro che li hanno ricevuti, quindi per noi, Battesimo e Cresima sono base della missione cristiana. La salvezza, per quanto dipende da Dio, è offerta in modo misterioso alla libertà di tutti gli uomini, di tutti i tempi e di tutti i luoghi, dalla misericordia infinita della grazia di Dio…

di Madre Anna Maria Cánopi

Nell’itinerario di “rivisitazione” dei documenti del Concilio Vaticano II non può mancare un’attenzione particolare alla Costituzione pastorale Gaudium et Spes sulla Chiesa e il mondo contemporaneo. Tra tutti i documenti conciliari forse questo poteva essere considerato meno interessante per chi aveva abbracciato la vita monastica claustrale, la quale è, per sua natura, vocazione di “separazione dal mondo”. Ma già alla lettura del Proemio ci si poteva convincere che non era affatto così. Personalmente, lo sentii subito molto consono al mio modo di intendere e vivere la mia vocazione, che era andata maturando proprio nei difficili anni della guerra e dell’immediato periodo post-bellico, quindi a contatto con la più atroce e insensata violenza, a contatto con il dolore umano, nell’esperienza dell’impotenza a lenire tanta sofferenza e a fasciare le ferite di tanti cuori…

Nella recita del Rosario c’è il gaudio, la sofferenza, la gloria e la luce della compagnia di Gesù nel nostro cammino verso la santità

di Ottavio De Bertolis

Come tutti sanno, il Rosario è una preghiera molto comune; tuttavia, come tutte le cose comuni, deve probabilmente essere scoperta ancora da molti, e riscoperta da chi già la frequenta, perché l’uso abitua a tutto, e logora il significato delle cose anche più belle. Ci proponiamo dunque di riflettere, all’inizio di questo mese di ottobre, su come possiamo meglio pregare con questa devozione così antica e diffusa, per poterne più trarre frutto.

di Gianni Gennari

Riprendiamo il nostro “viaggio” a tappe sulla “strada” del Credo, una strada pavimentata dalla grazia dello Spirito Santo riversato nella Pentecoste sugli Apostoli e su Maria, quindi sulla Chiesa nei secoli e a poco a poco poi, appunto nel “Credo”, formulato nel corso dei primi secoli, giunto fino a noi con il sigillo del “deposito” della fede. Siamo all’incontro n. 22, se non sbaglio i conti… Abbiamo percorso per tre incontri successivi (18, 19 e 20) la rivelazione dell’avventura del Figlio, “immagine” unica di Dio.