I rotiferi sono giustamente considerati meraviglie della natura. Sono animali di dubbia collocazione sistematica, microscopici che da 0,04 possono arrivare anche a 2 mm. Popolano inavvertiti a miriadi le zone umide: solo talvolta, riproducendosi, colorano di rosso tratti d’un lago o d’uno stagno. I più vivono in acque dolci, ma si trovano anche nel mare; sono adattabili, resistono al disseccamento e sopravvivono a temperature estreme. Se ne conoscono oltre 1500 specie.
di Carlo Lapucci
La fonte ha due simboli fondamentali. L’acqua che sgorga frusciando o tracima silenziosa dalla terra è immagine della vita che esce dal buio dell’indistinto, affiora alla luce del mondo, saluta e canta la grandezza di Dio e scende per il suo viaggio verso l’infinito. Nel suo apparire, disseta, vivifica, ristora, virtù fondamentale dell’acqua e il suo segno è il getto perenne.
Scrive di Tiberio lo storico Svetonio (Tiberii vita LXIX): «Aveva un'eccessiva paura dei tuoni e, quando il cielo era scuro, non rinunciò mai a portare la corona d'alloro, poiché si dice che questa pianta non sia mai colpita dalla folgore».
Il sacro monte è un itinerario di devozione realizzato di solito sulle pendici d’un rilievo con un itinerario che sale dalla base alla cima dove di solito si trova un santuario o una semplice chiesa.
Ci teniamo alla consegna puntuale della nostra rivista. Il lavoro in Redazione è continuo e scrupoloso: la scelta degli argomenti, la serietà dei collaboratori nel tenere fede alla data di consegna del loro articolo, la precisione degli operatori nella preparazione dell’indirizzario... Ma poi la sensazione è che questo sia stato inutile. Tutto questo lavoro per niente? Le vostre telefonate in cui ci avvertire che non ricevete la rivista da mesi, che il vosto indirizzo è rimasto sempre lo stesso, che il postino è stato avvertito...
Afine settembre scorso i temi del suicidio assistito e dell’eutanasia sono tornati di grande attualità in Italia. La Corte Costituzionale ha infatti deciso con un pronunciamento in merito al caso DJ Fabo-Cappato di depenalizzare l’“aiuto al suicidio” che l’esponente radicale aveva attuato in forma pubblica e con clamore mediatico per raggiungere il suo scopo di totale liberalizzazione.
Carissimi amici e care amiche,
i sentimenti sanno farsi strada oltre la siepe dei sensi. In un’epoca in cui si tenta di sfumare ogni realtà in un grigiume senza contrasti, di abbassare gli orizzonti, sorge prepotente dentro l’anima un desiderio di chiarezza, una richiesta di senso, la voglia di definire i contorni delle cose nella loro giusta dimensione, la volontà di dare un ruolo alle persone.
A Copertino, suo paese Natale, da piccolo lo chiamavano Boccaperta per la sua abituale distrazione. Incapace di imparare un mestiere come quello del carpentiere o dello scarparo, servì per alcuni anni da garzone in un negozio. Qui si trovava meglio che a casa, perché la sua era una piccola stalla adattata ad abitazione umana.
Una storia dolorosa aveva influito enormemente sul suo carattere. Non gli mancava l'intelligenza, ma spesso non aveva di che mangiare. Suo padre Felice, "mastro di fare i carri", era uomo di fiducia dei signorotti del posto, che a Copertino avevano un castello. Non era evidentemente un nobile, ma di ceto medio ed economicamente se la passava abbastanza bene in paragone con gli altri paesani. Per questo si era sposato con Franceschina, una donna di famiglia economicamente discreta, industriosa e pia, che gli aveva portato in dote un piccolo patrimonio di ducati. Vivevano una vita tranquilla con cinque figli e in attesa di un sesto, quando accadde l'imprevisto.
23 giugno, sacerdote
«Le sue parole piombavano nel cuore come fulmini e toccavano così profondamente da portare al pianto».
di Enrico Pepe