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Super User

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Sabato, 08 Novembre 2014 11:06

Nel tempio Gesù incontrò il popolo

La presentazione di Gesù al tempio: quarto mistero gaudioso

di Ottavio De Bertolis

In questo quadro che contempliamo si incontrano l’Antico Testamento (il sacerdote Simeone, che riceve Gesù dalle braccia di Maria e benedice Dio) e il Nuovo (il nuovo popolo della nuova alleanza, rappresentato da Maria e da Giuseppe, la figlia di Sion e il giusto per eccellenza): elemento di unione e di incontro è la persona di Gesù, il vero e nuovo consacrato, che sostituisce l’antica consacrazione dei primogeniti, e fa di tutti noi i veri primogeniti, figli di Dio per adozione, come Gesù lo è per natura. 
Simeone e Anna sono definiti “giusti”, il che è la massima lode che l’Antico Testamento può fare: tuttavia sono sterili, proprio come l’osservanza della legge (quella mosaica, ma anche quella della Chiesa) può esserlo, quando non è nata dall’amore e quando non genera amore.
Sabato, 08 Novembre 2014 11:03

Un invito a cena per cambiare un'esistenza

«Oggi devo fermarmi a casa tua»

di Madre Anna Maria Cánopi

Quando Gesù entra in Gerico, una gran folla accorre e fa ressa attorno a lui; tutti desiderano accostarlo, vederlo, ascoltarlo, ottenere da lui qualche cosa. È, infatti, conosciuto come il “Maestro buono”, il Maestro che ama gli umili, i poveri, i malati, gli infelici. Nella moltitudine, però, c’è anche Zaccheo che non appartiene a questa categoria: egli è capo dei pubblicani e ricco, piccolo di statura. Fa quindi la sua comparsa proprio come la persona più lontana da Dio e incallita nel peccato di frode.
Mercoledì, 05 Novembre 2014 16:43

La preghiera fa entrare nel riposo

Novembre: commemorazione dei fedeli defunti

di Mario Carrera

«Dio non turba mai la gioia dei suoi figli, se non per prepararne loro una più certa e più grande»: queste parole di Alessandro Manzoni ci aiutano a vivere la Commemorazione dei nostri fedeli defunti. Nei primi giorni di novembre la nostra tradizione cristiana ci sollecita alla visita dei cimiteri, ai campi della speranza. Il campo santo, come si diceva un giorno, è un recinto dove è possibile abbracciare un mondo di ricordi, rinnovare i nostri affetti e rinverdire quel quoziente di gioia che Dio ha nascosto anche nelle sofferte pieghe della morte dei nostri cari, perché lo sappiamo e lo professiamo con fede:

Mercoledì, 24 Settembre 2014 13:30

Con la Parola di Dio del mese di ottobre

1 ottobre

Santa Teresa di Gesù Bambino carmelitana (1873-1897), dottore della Chiesa

La "santa del sorriso", che "si era offerta a Gesù Bambino per essere il suo trastullo, una pallina di nessun valore, da poter buttare per terra, da spingere col piede, lasciare in un canto", fu presa in parola. Marie Françoise Thérèse Martin, giovane di trasparente bellezza, orfana di madre a quattro anni, cresciuta ad Alençon accanto a un padre affettuoso e buono, all'età di quindici anni poté entrare per indulto speciale nel Carmelo di Lisieux, dove già due sorelle l'avevano preceduta e la terza l'avrebbe seguita. Nei nove anni di vita claustrale Teresa lasciò un segno profondo, offrendo al mondo cristiano la sorprendente immagine di una giovane monaca che pur relegata nella stretta clausura del Carmelo visse immersa nella vita ecclesiale, tanto da essere dichiarata nel 1927, a due anni dalla canonizzazione, patrona delle Missioni con san Francesco Saverio, e nel 1944 co-patrona della Francia accanto alla battagliera santa Giovanna d'Arco.
Mercoledì, 24 Settembre 2014 13:13

Diritto di morire o libertà di vivere?

di Mario Melazzini

Malattia, dolore e il ruolo del medico

Da medico e da paziente, ho letto con molto sconcerto la testimonianza del medico sardo che ha ammesso di aver «addormentato migliaia di persone, in un centinaio di casi sono andato oltre. L’ho fatto ogni volta che era necessario, ma non ho un elenco. Non mi sono mai pentito, anche perché erano i pazienti a chiedermi di intervenire. In tutte le situazioni non c’era altra via d’uscita. Questa è una pratica consolidata in tutta Italia». Come si può sostenere che in tutta Italia certi comportamenti siano consolidati: con molta fermezza dico che non è così! Di fronte a tali affermazioni mi chiedo quale sia allora il significato del nostro ruolo di medico?
Mercoledì, 24 Settembre 2014 13:10

Intenzioni di preghiera del mese di Ottobre 2014

INTENZIONE GENERALE

Perché il Signore conceda pace alle regioni del mondo più martoriate dalla guerra e dalla violenza.
 

INTENZIONE MISSIONARIA

Perché la Giornata Missionaria Mondiale risvegli in ogni fedele la passione e lo zelo di portare a tutto il mondo il Vangelo.
 

INTENZIONE DEI VESCOVI

Perché i cattolici italiani diano il loro contributo alla crescita della coerenza morale nella vita pubblica e privata.
 

INTENZIONE DELLA PIA UNIONE

«Per le vocazioni sacerdotali e religiose»

 Perché Gesù susciti nel cuore dei giovani il desiderio di essere nel mondo di oggi testimoni della potenza del suo amore. Riempiti dello  Spirito, siano capaci di scoprire la piena verità di sé e della propria vocazione.
«Per rispondere alle attese della società moderna, per cooperare alla vasta azione evangelizzatrice che coinvolge tutti i cristiani, c'è bisogno di sacerdoti preparati e coraggiosi che, senza ambizioni e timori, ma convinti della Verità evangelica, si preoccupino anzitutto di annunciare Cristo e, in suo nome, siano pronti a chinarsi sulle sofferenze umane, facendo sperimentare il conforto dell'amore di Dio e il calore della famiglia ecclesiale a tutti, specialmente ai poveri e a quanti versano in difficoltà».
 
Fa’ che il cuore dei sacerdoti sia aperto a tutti, una strada che tutti possono percorrere e sulla quale tutti potranno incontrare il volto stesso di Gesù. 
Fa’ che la generosità dei sacerdoti non conosca stanchezza, ma sia come una fontana che disseti chi è stanco e offra parole di speranza in un mondo orfano di speranze.
Fa’, o mio Dio, che il nostro sacerdote, come tutti i sacerdoti del mondo, non si stanchi di ascoltare le parole di Gesù, e di cogliere negli occhi di Gesù la tenerezza del suo amore.
 
Mercoledì, 24 Settembre 2014 13:08

Intenzioni di preghiera del mese di Settembre 2014

INTENZIONE GENERALE
Perché i disabili mentali ricevano l’amore e l’aiuto di cui hanno bisogno per una vita dignitosa.
 
INTENZIONE MISSIONARIA
Perché i cristiani, ispirati dalla Parola di Dio, si impegnino nel servizio ai poveri e ai sofferenti.
 
INTENZIONE DEI VESCOVI
Perché le grandi religioni avan­zino sulla via della reciproca conoscenza e dell’impegno per la pace e il rispetto del creato.
 
Mercoledì, 24 Settembre 2014 13:06

Parole con il sapore della vita vissuta

Radicarsi nella vita per fruttificare

di don Mario Carrera

«Una Chiesa che fa e non solo una Chiesa che dice».  È uno slogan che vorrebbe diventare l’anima della nostra rivista edita all’ombra di un’associazione dedicata a San Giuseppe, ma soprattutto attenta a imitare le virtù umane ed evangeliche del carpentiere di Nazareth che è stato il maestro di umanità per Gesù.

Di San Giuseppe gli evangelisti, Matteo e Luca, raccontano soltanto i fatti. Dio conosce le motivazioni del «fare» assegnato al falegname; il suo compito era realizzare con prontezza e intelligenza creativa la missione che la Provvidenza gli aveva assegnato.
Devo confessare che nei miei anni di servizio sacerdotale ho avuto sempre nell’anima l’ammonimento di Paolo VI quando diceva che la gente oggi ascolta con maggior attenzione i testimoni che i maestri, meglio ancora se i maestri sono anche testimoni. Una Chiesa dalle «porte aperte» non è solo per accogliere persone, ma una comunità di fede aperta nel sentire le voci della piazza e mostrare le opere della carità cristiana come frutti saporiti e gioiosi della vita evangelica. 

Trasmissione di Radio Mater condotta da don Mario Carrera, ogni 1° mercoledì del mese

Ascolta

 

Un bentrovati a tutti per il nostro appuntamento mensile all’ombra consolatrice della spiritualità di san Giuseppe che è stato accanto a Gesù. Il Creatore, che si è fatto creatura in Gesù, ha accettato di accogliere come dono le qualità umane di san Giuseppe.

Mercoledì, 30 Luglio 2014 13:27

Buono a sapersi - Agosto 2014

Il mugnaio, suo figlio e l’asino

C'era una volta un vecchio mugnaio, padre d'un figlioletto sui quindici anni o giù di lì.
Essi un giorno decisero di andare al mercato a vendere un loro somarello, e perché fosse fresco e si potesse vendere a prezzo più alto, decisero di portarlo legato ad un’asta, come si fa con gli agnelli. La gente che incontravano rideva di quella scena: “Oh che cosa buffa! Due uomini che portano un asino! Dei tre la più gran bestia non è quella che sembra”.
Il vecchio, persuaso dal dire di quei passanti, drizza la bestia in piedi e se la caccia avanti. Monta il fanciullo sull'asino e vanno oltre un pezzetto, quand'ecco tre mercanti gridare con dispetto: “È bello che tu vada sull'asino e che al passo cammini un vecchierello?”. 
Il mugnaio allora fa scendere il ragazzo, monta al suo posto, e avanti. Quand'ecco tre ragazze dire: “Che padre snaturato! Lui in groppa all'asino ed il figlio a piedi nella polvere!”. 
Il mugnaio allora fa salire in groppa all'asino anche il figlio, ma non passa molto che altri passanti dicono: “Ma si può! Devono venderlo o accopparlo quell'asino? Se dura un po', dell'asino non resterà che il cuoio...”.
Allora padre e figlio smontano dalla sella entrambi e lasciano l'asino camminare da solo liberamente. Ma i commenti dei passanti non mancano: “Oh che cosa stravagante, due uomini che vanno a piedi e e un asino che va in carrozza! Oh che bel terzetto d'asini!”.
Allora disse il mugnaio: “Asino son io che do retta alla gente. Ma d'ora in poi farò di testa mia!”.
Giunsero al mercato e vendettero l'asino ad un buon prezzo.
 
(da una favola di Jean de la Fontaine)
 

 

Buono a sapersi...

 

Per ravvivare il colore dei tappeti passate accuratamente l’aspirapolvere e poi spazzolateli con crusca umida a cui avete aggiunto due cucchiai di ammoniaca.
 
Siete sprovvisti di collirio e avete gli occhi arrossati? Ricavate dai gambi di sedano un po’ di succo e applicatelo sulle palpebre con un batuffolo di cotone.
 
Per mantenere l’olio di frittura limpido più a lungo aggiungetevi alcuni pezzetti di pane o qualche buccia di patata.
 
Un buon detergente per le scarpe di pelle è il latte. Intiepiditelo, imbevetene un panno e strofinate delicatamente. Lo stesso servizio lo offre l’interno della buccia di banana.
 
Un deodorante naturale ve lo offre la natura. Prendete mezzo limone o mezza patata cruda e sfregateli sotto le ascelle ben lavate e asciugate.
 
Il contenitore dell’immondizia puzza? Lavatelo con acqua calda e detersivo, asciugatelo e distribuite  sul fondo due cucchiai di bicarbonato.
 
Per rendere sottili le fettine di carne senza lacerarle, bagnate di tanto in tanto il batticarne con acqua fredda.
 
Un metodo pratico per pulire il cuoio? Usate un panno morbido bagnato nel latte. 
 

I consigli DALLA NATURA

 

La salvia

Il suo nome deriva dal latino salvare! Il greco Dioscoride la prescriveva per la cura di diversi malanni. I Capitolari di Carlo Magno ordinavano di assegnare alla salvia un posto d’onore nell’orto. Santa Ildegarda la considerava una vera panacea. Durante la pestilenza di Tolosa (1630) astuti ladri depredavano i cadaveri. Arrestati ebbero salva la vita in cambio del segreto che li proteggeva dal contagio. Ammisero che per difendersi dall’infezione si strofinavano il corpo con aceto nel quale era stata fatta macerare della salvia con un po’ di timo, lavanda e rosmarino. Un secolo dopo, a Marsiglia, altri malfattori aggiunsero dell’aglio alla ricetta originale e, da allora, “l’aceto dei quattro ladroni” è entrato a far parte della medicina naturale. Attiva la circolazione del sangue e favorisce l’equilibrio del sistema nervoso, aiuta persone affaticate e anemiche. Mettete una mezza manciata di miscela essicata di foglie e fiori in un litro d’acqua bollente. Una tazza dopo i pasti come tonico, digestivo e stimolante. Prima di dormire contro l’insonnia, l’ansia e i sudori freddi.
 

Barchette di melanzane

 
Ingredienti per 4 persone:
4 melanzane piccole, 200g di pomodori da sugo, ½ cipolla, 1 e ½ spicchi d’aglio, 1 cucchiaio di pangrattato, 4 foglie di menta, 2 foglie di salvia, ½ rametto di rosmarino, ½ cucchiaio di prezzemolo tritato, 1 cucchiaio di mandorle, 1 cucchiaio di pinoli, 5 cucchiai di olio extravergine d’oliva, sale, pepe
 
Lavate le melanzane, eliminate il picciolo e tuffatele in acqua bollente per una decina di minuti. 
Tagliate le melanzane a metà per il lungo, pressatele per eliminare un po’ l’acqua e scavatele leggermente conservando la polpa. 
Tritate metà della polpa con ½ spicchio d’aglio, unite 1 cucchiaio colmo di pangrattato, le foglie di menta e il prezzemolo tritati; salate e pepate il composto, quindi distribuitelo su 4 delle mezze melanzane. 
Preparate ora una salsa di pomodoro fatta pelando e tritando i pomodori da sugo e insaporendoli per 5 minuti in un soffritto di cipolla, 1 spicchio d’aglio, salvia, rosmarino, 1 cucchiaio d’olio d’oliva, sale e pepe. Tritate l’altra metà della polpa delle melanzane e unitela alla salsa di pomodoro; riempite le altre 4 barchette di melanzane con questo composto. Disponete le melanzane in una teglia unta con 2 cucchiai d’olio. 
Tostate leggermente in forno i pinoli e le mandorle; tritateli grossolanamente e separatamente, poi spolverizzate con i pinoli le barchette, con il pangrattato e con le mandorle le melanzane al pomodoro. Versate sulle melanzane 2 cucchiai d’olio e infornate per 20 minuti circa a 200 gradi. Servite a temperatura ambiente.
 
 
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