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Il Papa alle generazioni in un cammino solidale

La domenica precedente all’apertura del Sinodo speciale sulla pastorale della famiglia e l’evangelizzazione, papa Francesco ha voluto invitare a Roma i nonni e le nonne e ha coniato per le famiglie dei figli una nuova beatitudine: «Beate quelle famiglie che hanno i nonni vicini. Il nonno è padre due volte e la nonna è madre due volte».  In quell’occasione ha voluto salutare anche papa Benedetto con un affettuoso appellativo di «nonno», esprimendo anche la gioia della sua vicinanza, «perché è come avere un nonno saggio in casa». 
Erano più di quarantamila i nonni accanto a papa Francesco e a Benedetto XVI.  La loro presenza è stata un dono fatto non solo alla Chiesa universale, ma alle società civili di diverse matrici culturali affinché abbiano sempre una maggior attenzione alla proficua presenza degli anziani.  I nonni sono la memoria viva necessaria per costruire il presente e guardare con fiducia il futuro.  

di Giovanni Cucci

Come si è accennato nel precedente articolo, desiderio e limite sono strettamente intrecciati. Il tempo ridimensiona progressivamente le potenzialità del desiderio: la vitalità declina man mano che ci si allontana dalla giovinezza, imparare diventa più faticoso, le possibilità virtualmente infinite si assottigliano. Se il desiderio è lo sbocciare della vita che si mantiene fresca e in fiore, il limite introduce la nozione della morte nei progetti e realizzazioni possibili, ricorda il definitivo, nel senso di non ritorno, di chiusura delle possibilità.

«Signore, intervieni!»

di Madre Anna Maria Cánopi osb

Nell’oggi della nostra storia assistiamo, impotenti, al dramma di moltitudini – persone singole, famiglie e anche interi popoli – costretti alla fuga, all’esodo dalla loro terra a causa della guerra, della persecuzione religiosa o anche dell’estrema povertà. Affiora allora spontaneo il grido di aiuto: «Signore, intervieni!». La nostra stessa vita è un cammino pieno di imprevisti e di difficoltà, fatto a tratti insieme e a tratti anche in solitudine.

di Giovanni Cucci

Nel desiderio le cose, le azioni, le scelte diventano importanti perché acquistano un significato simbolico, affettivo, in esse si può raggiungere ciò che è fondamentale per la vita, ciò che sta a cuore.
 
In ambito psicologico si distingue il desiderio dal bisogno. il desiderio ha una radice più sottile e complessa legata alla storia, alla memoria, agli affetti dell’individuo: esso ha anche a che fare con la fantasia e non è così facilmente concretizzabile in un oggetto immediato, come è invece caratteristica del bisogno. Sarebbe dunque riduttivo associare il desiderio al piacere o all’appagamento sessuale, esso è piuttosto un elemento che attraversa tutti gli aspetti della vita, intellettuale, spirituale, relazionale, ludico. C’è un elemento di continuità nel desiderio che indica una direzione, un percorso, un senso al vivere, a differenza del bisogno che è puntuale, limitato, circoscritto; il suo piacere è perciò anche di breve durata.

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