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La presentazione di Gesù al tempio: quarto mistero gaudioso

di Ottavio De Bertolis

In questo quadro che contempliamo si incontrano l’Antico Testamento (il sacerdote Simeone, che riceve Gesù dalle braccia di Maria e benedice Dio) e il Nuovo (il nuovo popolo della nuova alleanza, rappresentato da Maria e da Giuseppe, la figlia di Sion e il giusto per eccellenza): elemento di unione e di incontro è la persona di Gesù, il vero e nuovo consacrato, che sostituisce l’antica consacrazione dei primogeniti, e fa di tutti noi i veri primogeniti, figli di Dio per adozione, come Gesù lo è per natura. 
Simeone e Anna sono definiti “giusti”, il che è la massima lode che l’Antico Testamento può fare: tuttavia sono sterili, proprio come l’osservanza della legge (quella mosaica, ma anche quella della Chiesa) può esserlo, quando non è nata dall’amore e quando non genera amore.

«Oggi devo fermarmi a casa tua»

di Madre Anna Maria Cánopi

Quando Gesù entra in Gerico, una gran folla accorre e fa ressa attorno a lui; tutti desiderano accostarlo, vederlo, ascoltarlo, ottenere da lui qualche cosa. È, infatti, conosciuto come il “Maestro buono”, il Maestro che ama gli umili, i poveri, i malati, gli infelici. Nella moltitudine, però, c’è anche Zaccheo che non appartiene a questa categoria: egli è capo dei pubblicani e ricco, piccolo di statura. Fa quindi la sua comparsa proprio come la persona più lontana da Dio e incallita nel peccato di frode.

1 ottobre

Santa Teresa di Gesù Bambino carmelitana (1873-1897), dottore della Chiesa

La "santa del sorriso", che "si era offerta a Gesù Bambino per essere il suo trastullo, una pallina di nessun valore, da poter buttare per terra, da spingere col piede, lasciare in un canto", fu presa in parola. Marie Françoise Thérèse Martin, giovane di trasparente bellezza, orfana di madre a quattro anni, cresciuta ad Alençon accanto a un padre affettuoso e buono, all'età di quindici anni poté entrare per indulto speciale nel Carmelo di Lisieux, dove già due sorelle l'avevano preceduta e la terza l'avrebbe seguita. Nei nove anni di vita claustrale Teresa lasciò un segno profondo, offrendo al mondo cristiano la sorprendente immagine di una giovane monaca che pur relegata nella stretta clausura del Carmelo visse immersa nella vita ecclesiale, tanto da essere dichiarata nel 1927, a due anni dalla canonizzazione, patrona delle Missioni con san Francesco Saverio, e nel 1944 co-patrona della Francia accanto alla battagliera santa Giovanna d'Arco.

«L’Eucaristia fa la Chiesa e la Chiesa fa l’Eucaristia» 

di Andrea Ciucci

Un’amicizia si consacra a tavola. Sedere insieme a mensa è infatti uno dei gesti di comunione più grandi e potenti che esistono. Lo sapevano, e lo sanno tutt’ora, gli ebrei, che ricordano con una grande cena la Pasqua di liberazione che prelude alla Alleanza fra Dio e il suo popolo. Lo sapeva bene Gesù che scelse l’ultima cena per offrire ai suoi amici parole e segni per ricordarlo e per consacrare per sempre con il suo corpo e il suo sangue la nuova e definitiva alleanza.
Per questo motivo l’Eucaristia è il vertice della vita cristiana, il gesto più importante che i cristiani compiono ogni domenica, radunandosi tutti insieme per ricordare la Pasqua di Gesù e rinnovare l’unico sacrificio da lui compiuto sulla croce.