INTENZIONE DELLA PIA UNIONE
«Per i bambini senza famiglia» «Ciao Gesù! Eccoci davanti a te, non manca nessuno. Siamo i bambini senza famiglia. Nel senso che la nostra ci è sconosciuta, assente, spezzata, per dramma o per disperazione, per solitudine o abbandono. Siamo testimoni del dolore e della perdita, ma anche del miracolo che sempre può accadere quando qualcuno – un uomo e una donna – ci raccoglie per stringerci al petto, come pane profumato appena uscito dal forno. Senza dire: “Chi è costui?”. Siamo senza famiglia e la difficoltà è la nostra grazia quotidiana; per alcuni è anche la sorpresa di una coppia che si china sulla nostra fragilità per farci vivere quello che di buono e vero nutre la loro vita, senza chiedere nulla in cambio, per puro gesto d’amore che nulla porta se non l’emozione di imparare a chiamarci figli. Un’altra cosa impara chi ci accoglie: la realtà cambia contorno, tutto prende nuovo valore: sei Tu, Gesù, che ti manifesti ai loro occhi. Sì, perché noi siamo una tua presenza. Siamo il Natale di ogni giorno e chi si china su questa mangiatoia di Betlemme si rialza con uno sguardo diverso, capace di accogliere il destino di un altro».
Voglio ringraziare san Giuseppe per aver, con il suo potente patrocinio, migliorato ogni settore della mia vita.
Nella situazione famigliare e di vita in cui mi trovo, da quando è subentrato “l’influsso positivo” del celeste patriarca, sembra che le forze del male siano “sottomesse”.
Infinitamente grato di ciò mi impegno a diffondere la devozione verso san Giuseppe.
Lettera firmata
Cara e gentile signora,
sono davvero contento di dividere con lei i nobili sentimenti di gratitudine a san Giuseppe che l’accompagna con tanto amore nella sua via e diventa energia, coraggio e ottimismo nell’affrontare e superare le difficoltà che la vita ci riserva. Gli occhi illuminati dalla fede ci fanno vedere i santi che dal cielo si fanno «buoni samaritani» per risollevarci nei momenti di disagio.
La garanzia dell’intercessione di san Giuseppe è narrata nei primi capitoli dei Vangeli di Luca e Matteo, in cui troviamo l’attenzione amorevole di Giuseppe accanto a Gesù nel provvedere con grande sollecitudine alla crescita umana.
Quando il freddo della vita ci avvolge, il manto di san Giuseppe ci ripara delle intemperie e ci offre integratori di energia divina e la sua presenza riempie l’animo di speranza.
Gentilissimo Direttore,
Non so esprimere tutta la mia gratitudine ed emozione che hanno suscitato le sue parole e il suo ricordo in occasione dell’anniversario di mio marito Francesco.
Non mi sarei mai aspettata di ricevere una sua lettera in un momento per me tanto doloroso e carico di bellissimi ricordi. Mi sento veramente commossa e onorata, grazie. La sua lettera da quando mi è arrivata, la rileggo e medito ogni sua parola. Ho imparato a memoria le parole di sant’Agostino che mi danno tanto coraggio e serenità. Le posso dire questo: non passa mai giorno in cui non ringrazio Dio di avermi messo accanto per 58 anni mio marito Francesco. Ci ha sempre uniti un affetto profondo, immenso pulito, abbiamo formato una bella famiglia con due figli, Dio l’ha chiamato, appena compito 80 anni.
Ora vivo di ricordi ringrazio sempre dio per aver esaudito tutti i desideri che custodivo nel mio cuore e san Giuseppe mi ha accompagnato sempre con il suo aiuto e la sua protezione, fin da quando ero una bambina.
Le chiedo scusa direttore, se mi sono dilungata, ma il mio cuore trabocca di gratitudine verso di lei, che sento ormai come un caro amico, apprezzandola e ammirandola per ciò che scrive nella rivista che io aspetto sempre con tanta ansia per poter leggere ogni articolo e rileggere in attesa che arrivi il prossimo numero.
La saluto con tutto il mio rispetto.
Raffaella (Roma)
Cara e gentile signora Raffaella,
ho desiderato pubblicare la sua lettera per comunicare la nobiltà dei suoi sentimenti nei confronti di suo marito Francesco. Nell’animo di due sposi che per tanti anni hanno seminato amore, comprensione la nostalgia è immensa, percorre, infatti, ogni frammento di vita ricamati con i colori gioiosi della condivisione.
Gesù parlando degli sposi ha affermato che essi riempiono il loro futuro in un’unica realtà, impreziosita da nobili sentimenti con la garanzia di eternità.
Carissimi,
ho ricevuto il giornalino mensile, e arrivata all'ultima pagina l'articolo sui tatuaggi mi ha lasciata di stucco: che senso ha? Cosa volevate trasmettere con quelle parole?
Mi sono venuti in mente articoli letti tempi fa sullo stesso argomento, ma di natura completamente diversa.
Antonella, tramite email
Caro don Mario,
a nome mio e di tutta la mia famiglia vorrei ringraziarla per il suo messaggio e per il prezioso dono del "Suffragio perpetuo".
Molto Reverendo Direttore,
fin da giovane, sollecitata dalla mamma, ho sempre confidato in san Giuseppe, il grande Santo, il quale in diverse circostanze mi ha aiutata a risolvere situazioni di bisogno inaspettate o difficili.
Rev. Don Mario,
è con grande gioia e gratitudine che scrivo, per testimoniare pubblicamente una grazia ricevuta di recente.
Preg.mo Direttore, tornando questa mattina dall’ufficio postale dove ho spedito un contributo per la rivista, che leggo con trasporto emotivo e commozione.
Caro don Mario,
è con grande sollievo che le scrivo dopo mesi di sofferenza per una fastidiosa e molte volte angosciante depressione psicofisica. Medicine e sedute di psicoterapia non producevano alcun effetto.
Caro padre Mario,
Sono tanto grata a Dio per l’intercessione di san Giuseppe che, anche con un po’ di ritardo, le scrivo per sdebitarmi pubblicamente verso san Giuseppe al quale chiedendo la grazia, assai importante per me, gli avevo promesso che se mi avesse esaudito l’avrei comunicato alla Pia Unione di san Giuseppe a testimoniare la sua paterna attenzione verso chi soffre.
Da parecchio tempo soffrivo di una malattia nervosa; nonostante tante medicine e colloqui con lo psicoterapista, non vedevo alcun miglioramento.
Allora mi sono rivolta a san Giuseppe: ho pregato con il Sacro Manto, ho fatto novene e ho pregato a cuore aperto confidando nel suo aiuto.
Lentamente ho costatato un miglioramento ed ora adempio la mia promessa.
Davvero san Giuseppe mi ha protetta e gli sono riconoscente.
Lettera firmata da Marino
Cara Signora,
una gioia condivisa, contagia chi l’ascolta e allarga il cerchio della contentezza. Per questo anche noi condividiamo la sua guarigione e siamo incoraggiati a non far tramontare la nostra fiducia verso san Giuseppe, umile, silenzioso e fedele protettore della nostra vita.
Davvero la sua lettera fa riecheggiare le parole della Genesi: «Andate da Giuseppe». Come in quella circostanza la carestia fu arrestata, così anche la nostra fiducia in san Giuseppe sconfigge le nostre paure, le nostre desolazioni e riempire i nostri vuoti con la consapevolezza di non essere orfani, ma figli amati.
Cara Amica, grazie della sua testimonianza che sono certo rappresenta la voce di tante persone fiduciose nell’intercessione di san Giuseppe.
Gent.mo don Mario,
Siamo due coniugi iscritti da anni alla Pia Unione, le scriviamo per ringraziare di cuore san Giuseppe perché dopo aver recitato il Sacro Manto per tre diverse intenzioni, il Signore ci ha concesso le grazie richieste.
Vogliamo fare questo ringraziamento riprendendo alcune parole del Manto stesso e per mantenere la promessa in esse espressa: «E in segno della mia più viva riconoscenza, ti prometto di far conoscere le tue glorie, mentre con tutto l'affetto benedico il Signore che ti volle tanto potente in cielo e sulla terra».
Inoltre ringraziamo per l’olio benedetto che abbiamo ricevuto prontamente.
Saluti cordiali e di stima.
Simona e Iacopo – Rimini
Cari e gentili
Simona e Jacopo,
grazie della vostra testimonianza e dei benefici goduti per l’intercessione di san Giuseppe. Papa Francesco qualche tempo fa ha detto che san Giuseppe lo possiamo paragonare al falegname o al fabbro che, chiamato per una riparazione in casa, assicura la sua presenza e qualche volta si fa attendere, ma alla fine viene. Così fa san Giuseppe magari non interviene subito, comunque arriva. Ci prende per mano e ci accompagna con pazienza alla soluzione dei problemi.
L’olio, che vi abbiamo invitato, benedetto per intercessione di san Giuseppe, è simile al medicamento che il buon samaritano ha versato sulle ferite del malcapitato steso sul ciglio delle strada. L’olio è il medesimo, frutto dell’ulivo, ma in più possiede l’energia spirituale della benedizione e della costante intercessione di san Giuseppe.
La fede e l’amore continui a legare le vostre vite in un cammino illuminato dalla speranza che non può deludere.
Vi garantisco la nostra preghiera di intercessione.