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A metà marzo si sono svolti ad Ariccia gli esercizi spirituali del Papa e della Curia romana in coincidenza con il sesto anniversario dell’elezione di Francesco al soglio di Pietro (13 marzo 2013). Predicatore è stato l’abate benedettino olivetano Bernardo Francesco Maria Gianni che ha dedicato le meditazioni al tema della presenza di Dio nelle città oggi.

“La mistica dell’operosità secondo don Colmegna” è il titolo dell’intervista apparsa su “Avvenire” del 14 marzo scorso a firma di Paolo Lambruschi, per presentare il libro “Una vocazione controcorrente. Dialogo sulla spiritualità e sulla dignità degli ultimi”, (Il Saggiatore, pagine 172, euro 18,00).

L’annuario statistico vaticano 2019

All’inizio di marzo sono stati diffusi i dati dell’Ufficio centrale di statistica della Santa Sede in concomitanza con la presentazione del nuovo Annuario Pontificio.

di Franco Cardini 

La quaresima, cioè la «quadragesima», è nell'anno liturgico cattolico il periodo di quaranta giorni che precede la Pasqua. Comincia con il mercoledì delle Ceneri e termina con la Resurrezione, cioè con l'accensione del lumen Christi, del fuoco nuovo nelle chiese spoglie di arredi, la notte di Pasqua.

Oggi si parla molto, forse troppo, del carnevale. Un po' perché il nostro «felice» tempo ha un bisogno feroce di evadere (nella nostalgia del passato, nel sogno del futuro, nell’altrove dell'utopia politica, nel bengodi nella festa), un po' perché antropologia e folklore vanno di moda, e il carnevale è uno dei momenti privilegiati da questo tipo di studi.

È possibile adottare spiritualmente un sacerdote o un chierico in cammino verso la meta dell’ordinazione sacerdotale.

I disabili non devono essere considerati l’ultimo anello della società, ma devono essere valorizzati e sostenuti in modo che, per quanto loro sia possibile, possono partecipare alla vita della società: se ne è parlato a Cesena Il 3 dicembre in occasione della Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità che la comunità papà Giovanni XXIII organizza in diverse città italiane. Cronaca di Valentina Mandarini. Ce ne parla Valentina Mandarini, dell'Istituto don Ghinelli dell'Opera don Guanella id Gatteo.

Giovedì, 21 Febbraio 2019 16:42

L'africano è mio fratello

La famiglia in Africa è un argomento di capitale importanza, perché come in ogni cultura anche in quella africana essa è considerata l’ambito nel quale l’individuo riceve la prima e fondamentale strutturazione della persona. Se ne è parlato presso la Casa Madre della famiglia guanelliana a Como, in una assemblea che ha dato voce ai Confratelli africani, nigeriani e congolesi, mettendosi in ascolto della loro cultura. Ne scrive don Davide Patuelli.

Giovedì, 21 Febbraio 2019 16:31

Un Natale a Kabul

In tutto l’Afghanistan c’è un’unica piccola realtà cattolica. E’ animata dalla comunità delle suore del PBK (Pro Bambini di Kabul) con  le suore di Madre Teresa e con la piccola presenza di cristiani: stranieri che lavorano per Organizzazioni internazionali, che frequentano l’unica chiesa in Afghanistan, all’interno dell’Ambasciata Italiana; padre Giovanni, Barnabita, Superiore Ecclesiastico della Missio sui juris Afghanistaniensis e  i militari cattolici della Base Nato in Kabul (2000 soldati da 27 Nazioni di cui 80 Italiani). Parla di questo il testo “Un Natale a Kabul” di fratel Carlo Fondrini. 

Se il centro dell’esperienza cristiana è il Cristo risorto, l’eucarestia cuore della presenza eterna ma già qui e ora per i credenti, l’impegno sociale e politico, la stessa riforma o rinnovamento della Chiesa diventavano secondari. Il rinnovarsi della comunità cristiana è la conseguenza di un cuore nuovo

di Gianni Gennari

Don Divo Barsotti, prete, maestro, mistico, solitario, nascosto, schivo e insieme trascinatore. Parlava poco, ma ha scritto moltissimo, vivendo quasi sempre in un eremo: amato da tanti, seguito dai semplici e stimato dai sapienti, sempre libero con tutti, nella Chiesa, ma solo per Dio, il Dio di Gesù Cristo, unico centro della sua vita. Divo: forse mai un nome è stato smentito come questo dalla vita, lunga 92 anni, ma trascorsa quasi interamente nascosta: molti anni e apparentemente pochi fatti, tanti silenzi, tante preghiere, tantissimi scritti: più di 160 libri, tradotti in moltissime lingue.

Mercoledì, 02 Marzo 2016 15:15

Frammenti di luce per illuminare la vita

I silenzi di San Giuseppe

di Angelo Forti

Sino a qualche tempo fa il nome più diffuso in Italia, dopo quella di Maria era il nome di Giuseppe: l'uomo del silenzio faceva riecheggiare il suo nome nei più sperduti borghi d'Italia. In questi ultimi cent'anni la società ha subito grandi trasformazioni, ha sofferto distruzioni, morti, lutti, lacrime, ha sperimentato la bomba atomica, è andata sulla luna, ha riempito il cielo di satelliti. Nel secolo scorso con un ritmo di cinquant'anni, sono saliti alla cattedra di Pietro tre pontefici che nel battesimo avevano ricevuto il nome di Giuseppe: Giuseppe Sarto, San Pio X, Angelo Giuseppe Roncalli, Giovanni XXIII e Joseph Ratzinger, Benedetto XVI. Tre uomini che hanno contribuito con uno stile pastorale diverso a rendere la Chiesa più evangelica. La scena politica, pur nella passionalità e acredine anticlericale, ha cooperato a liberare la Chiesa dalla pesantezza del potere temporale.

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