La Pia Unione del Transito di San Giuseppe e tutti i suoi associati augura a Papa Leone XVI un pronto e totale recupero della salute per il bene di tutta la Chiesa, Lo ringrazia della luminosa guida pastorale e prega per Lui il Patrono San Giuseppe. 
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Preghiere a San Giuseppe

  • Preghiere +

     

    Preghiera della Pia Unione per i morenti


    Come impegno c’è la preghiera per i Morenti, da recitarsi devotamente anche più volte al giorno. La preghiera è la seguente:


    “O San Giuseppe,
    padre putativo
    di Gesù Cristo
    e vero sposo di Maria Vergine,
    prega per noi
    e per gli agonizzanti
    di questo giorno (o di questa notte)”



    L’“Ave” a San Giuseppe


    Rallegrati, o Giuseppe,
    pieno di grazia,
    Dio Padre è sempre con te.
    Tu sei benedetto tra tutti gli uomini,
    sposo santo della Vergine Maria,
    scelto per accogliere
    il Salvatore del mondo, Gesù.

    San Giuseppe,
    protettore del Popolo di Dio,
    guida i nostri passi
    sulla via della croce
    fino all’ora della nostra
    morte felice.

    Amen.




    Preghiera a San Giuseppe lavoratore


    Caro san Giuseppe,
    Sei stato lavoratore come noi
    e hai conosciuto la fatica e il sudore.
    Aiutaci ad assicurare lavoro per tutti.

    Sei stato un uomo giusto che ha condotto,
    nella bottega e nella comunità, una vita integra
    nel servizio a Dio e agli altri.
    Fai che anche noi siamo integri nel lavoro
    e attenti alle necessità del nostro prossimo.

    Sei stato sposo che ha portato in casa Maria già incinta
    per opera dello Spirito Santo.
    Fai che i nostri genitori accolgano le vite che Dio manda.

    Hai accettato di essere padre di Gesù
    e ti sei preso cura di lui contro chi lo voleva uccidere
    e lo hai protetto nella fuga in Egitto.
    Fa che i nostri genitori proteggano i loro figli e fìglie contro le droghe che corrompono e contro le malattie che uccidono.

    Sei stato educatore di Gesù, insegnandogli a leggere le Scritture e introducendolo alle tradizioni del suo popolo.
    Fa che conserviamo la pietà familiare
    e sempre ci ricordiamo di Dio in tutto ciò che facciamo.

    Caro san Giuseppe,
    nel tuo volto umano vediamo ritratto il volto del Padre divino.
    Che Egli ci dia rifugio, protezione
    e la certezza che siamo portati sul palmo della sua mano.
    Mostraci, san Giuseppe, la forza della tua paternità:
    Dacci determinazione di fronte ai problemi,
    coraggio di fronte ai rischi, senso del limite delle nostre forze
    e fiducia illimitata nel Padre celeste.

    Tutto questo ti chiediamo nella forza del Padre,
    nell'amore del Figlio e nell'entusiasmo dello Spirito Santo.
    Amen.



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Gregorio Magno fu il primo a usare il titolo Servus servorum Dei , proprio quando si vide costretto a supplire al governo civile di Roma di Lorenzo Bianchi E ra davvero un momento difficile quello in cui, alla morte di papa Pelagio II il 7 febbraio del 590, a causa della peste che infestava Roma, venne scelto come suo successore il suo segretario, il cinquantenne Gregorio, nato da famiglia ricca e di rango senatorio, probabilmente quella degli Anicii. Prima era asceso alla più alta carica civile, quella di praefectus Urbis ; in seguito fattosi monaco, aveva trasformato in monastero il proprio palazzo sul Celio (ancora è riconoscibile il triclinio, nella cappella intitolata a santa Barbara, nel quale quotidianamente veniva allestita la mensa per i poveri).
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San José Gregorio Hernández Cisneros è il primo santo del Venezuela. Come san Giuseppe, seguì in tutto la divina volontà e fece della sua professione un “sacerdozio” di Corrado Vari M entre a Napoli san Giuseppe Moscati (1880-1927) era nel pieno della sua missione di medico, scienziato e testimone della carità di Cristo (cfr. La Santa Crociata , 4/2025, pp. 20-21), dall’altra parte del mondo, in Sudamerica, un altro santo medico terminava in modo inatteso quel suo cammino terreno, per tanti aspetti simile a quello del Moscati. Il 29 giugno 1919, mentre andava a comprare delle medicine per una paziente povera, il dottor José Gregorio Hernández Cisneros moriva, investito da una delle rare autovetture in circolazione a Caracas, capitale del Venezuela. Il giorno precedente era stato firmato il primo dei trattati di pace che posero fine alla Prima guerra mondiale e qualche tempo prima, secondo una testimonianza, egli aveva affermato: «Se fosse necessario, offrirei la vita affinché regni la pace nel mondo».
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